Nuovo incidente sul lavoro, i sindacati: “E’ un’emergenza e va affrontata”

Un nuovo incidente mortale. A pochi chilometri di distanza dal Polesine. Costato la vita a un uomo che, in Polesine, aveva messo radici. Un uomo che lavorava. Un uomo che viene pianto troppo presto.
“L’ennesima morte sul lavoro – rimarca il segretario della Uil del Veneto Roberto Toigo- nel pomeriggio di venerdì, a Codigoro, in un’azienda che produce e commercializza riso.
La vittima, un operaio origini romene, era residente a Rovigo dove lascia moglie e due figli a cui va la nostra vicinanza. Lavorava per una ditta esterna e stava effettuando alcune operazioni in quota quando, per cause ancora da accertare, è precipitato proprio all’interno del silos, da circa 4 metri di altezza. Ormai dobbiamo rincorrere le notizie in tv per sapere se la giornata è andata liscia. Viviamo con angoscia ogni giornata nella speranza che non arrivino notizie di morti. Purtroppo arrivano sempre. Bisogna cambiare passo”.
Il segretario provinciale della Cgil di Rovigo Pieralberto Colombo, ribadisce: “A pochi giorni di distanza dalla morte dell’operaio in autostrada, ancora una volta ci troviamo a esprimere vicinanza e cordoglio a una famiglia per una tragedia sul lavoro. Ancora una volta dobbiamo ricordare che questo tema non può essere sottovalutato. Sta diventando perfino difficile intervenire: questa deve diventare l’emergenza del nostro Paese. Certo si tratta di un fenomeno complesso, però ormai se ne parla solo qualche giorno, poi drammaticamente tutto torna come prima. I numeri sono da guerra e quindi o si fanno interventi, dove necessario anche una dura non sono vigilanza ma anche repressione, altrimenti è solo retorica. E’ necessario che intervenga chi ha responsabilità di governo, a cominciare dal fatto che se non implementi davvero gli organici di chi deve controllare, in modo che davvero siano messi nelle condizioni di fare il loro lavoro, nonostante il loro impegno, continueremo periodicamente a parlarne e poi torneremo come prima. Le questioni si affrontano davvero se diventano prioritarie per tutti”.
Non nasconde la propria amarezza anche il segretario della Cisl di Padova e Rovigo Samuel Scavazzin: “Purtroppo è, oserei dire, osceno dover parlare di persone che muoiono mentre lavorano. Ma purtroppo siamo ancora qua a dover piangere la vita di un altro lavoratore. Non possiamo che ribadire l’importanza di formazione e informazione, la necessità che i lavoratori siano sempre dotati dei dispositivi di protezione individuale. Perché la fatalità, la distrazione, l’imprevedibile ci possono essere, ma quando si lavora in sicurezza vengono ridotti i rischi a fronte dell’imprevedibile, del fato, della distrazione. E non si deve accettare che venga detto: ma si è sempre fatto così. Se è andata bene una, due, dieci, cento, ma anche mille volte, non importa: basta una volta. Per questo sono fondamentali i dpi. E meccanismi come la patente a punti, ma mi spingo anche a dire che ci vorrebbero sgravi per le aziende che fanno investimenti su salute sicurezza e formazione e anche il Governo dovrebbe fare la propria parte. Così come non è più rinviabile rimpinguare gli organici di Spisal e Itl, non con intenti persecutori ma di prevenzione.