Appello della Cisl per l’Iras: “No ai privati, si tratti ancora”.

«Un primo scoglio che nessun sindaco neo eletto avrebbe mai voluto trovarsi sul tavolo – affermano il segretario provinciale Samuel Scavazzin e quello della Fp Franco Maisto – da un lato si parla di una concessione di tutte le attività a una società esterna per un periodo medio lungo che non trova paragoni nel territorio, dall’altro la decantata “identità pubblica” dell’Iras sarebbe sulla carta, in quanto forse rimarrebbe un solo dipendente in carico per attività di monitoraggio e rapporto con il Comune che dovrebbe nominare un nuovo consiglio di amministrazione. Scatole cinesi vuote, l’unica certezza è che potremmo annoverare l’Iras come nuova struttura a totale gestione privata».

«Non si parla abbastanza – si allaccia Maisto – che oltre 150 persone addette avanzano ancora arretrati stipendiali di due anni fa e quote di produttività. E a fronte di una gestione privatistica, i nuovi assunti avranno un contratto più povero a pari lavoro. Crediamo in una decisa presa di posizione volta a cambiare idea: Rovigo non può permettersi di perdere la prima grande opportunità di rinascita dal settore a oggi più colpito dalla crisi: famiglie e anziani».
La Cisl pensa all’Iras come a un polo di servizi integrati, con la Rsa per anziani e un centro diurno per famiglie e anziani in difficoltà. «Investire nel pubblico con la ripresa di Iras, Casa Serena e magari una ristrutturazione ragionata, sono pilastri sui quali vogliamo scommettere e portare all’attenzione dell’amministrazione».